Ci hanno anestetizzato?

Il campionato si avvicina, ma tra molti tifosi del Bari non si avverte più né entusiasmo né rabbia. È semplice disinteresse, disaffezione oppure questa società ci ha lentamente svuotati?

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Ciao ragazzi, sono Onofrio da sopra Zanghe.

Più si avvicina l’inizio del campionato e più mi pongo una domanda:noi tifosi che cosa faremo?

Se le cose dovessero andare bene, torneremo tutti allo stadio? Il San Nicola tornerà a riempirsi? E se invece il campionato prendesse una brutta direzione, che cosa farà il cosiddetto zoccolo duro, quello composto da chi è sempre andato allo stadio?

Sono domande che continuo a ripetermi, ma non riesco ancora a trovare una risposta.

Io seguo il Bari da quando avevo sette anni. Ricordo ancora quando, per entrare al mitico Stadio della Vittoria, bisognava attraversare quei cunicoli di ferro che sembravano l’ingresso di un carcere. Poi arrivavi sugli spalti, guardavi il campo e vedevi giocare il Bari. Erano gli anni di Totò Lopez e di un calcio che, per un bambino, rappresentava un mondo intero.

Da allora ho visto tanto. Sono stato felice, ma sono stato anche molto, molto triste. Ho vissuto promozioni, retrocessioni, fallimenti, speranze e delusioni. Eppure, in un modo o nell’altro, il Bari riusciva sempre a farmi provare qualcosa.

Oggi non ne sono più così sicuro.

Qualche giorno fa ero al bar con alcuni amici del mio gruppo. Parlavamo della nuova stagione e, guardandoci in faccia, ci siamo accorti di non conoscere bene neppure i calciatori acquistati dal Bari.

Che cosa significa?

È disinteresse? È disaffezione? Oppure, come sto iniziando a pensare, i De Laurentiis ci hanno anestetizzati?

La sensazione è che ci abbiano lentamente svuotati. Non abbiamo più la sofferenza di prima, ma neppure la gioia. Non aspettiamo una partita con quella tensione che ci accompagnava per tutta la settimana. Le notizie arrivano, il mercato va avanti, il campionato sta per cominciare, ma noi sembriamo quasi fermi.

Ed è proprio questo che mi preoccupa più di una sconfitta.

Perché quando sei arrabbiato vuol dire che ci tieni ancora. Quando soffri, vuol dire che qualcosa dentro di te continua a muoversi. Ma quando non provi più niente, allora il problema è molto più profondo.

Naturalmente potrebbe cambiare tutto. Magari il Bari inizierà a vincere, il campionato prenderà una direzione positiva e il San Nicola tornerà ad affollarsi. Il tifoso è fatto così: basta una partita, un gol o una speranza per riaccendere qualcosa.

Ma succederà davvero? E soprattutto, sarà entusiasmo autentico oppure soltanto una reazione ai risultati?

Io, sinceramente, ancora non lo so.

Più si avvicina il campionato e più continuo a farmi le stesse domande. Vedremo cosa succederà.

Voi che farete?


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Onofrio da sop'a Zanghe

Onofrio da sop’a Zanghe è un tifoso del Bari cresciuto tra lo Stadio della Vittoria e il San Nicola. Arriva da Sop’a Zanghe, storico rione di Palese nei pressi della settecentesca Villa Zanchi-Capitaneo. Dopo le sue telefonate in diretta a TeleBari, porta su uPallon.it ricordi, dubbi e commenti sul mondo biancorosso, con la sua voce, la sua cadenza e senza troppi giri di parole.

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