Sibilli resta o va via? Una cosa è certa: così non si fa informazione

Sibilli resta o va via? Tra indiscrezioni e smentite, il vero tema è un altro: il modo di fare informazione e il rispetto verso i tifosi.

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Una notizia. Bastano poche righe per incendiare una piazza.

“Sibilli ha chiesto la cessione.”

Il tempo di leggere il titolo, condividere il link, commentare sui social e il dibattito è già esploso. C’è chi attacca il calciatore, chi la società, chi dà per conclusa la sua esperienza in biancorosso.

Passano poche ore e arriva una ricostruzione completamente diversa. Nessuna richiesta di cessione, ma una trattativa per il rinnovo ancora aperta, con distanza economica tra le parti e la volontà del giocatore di restare.

Qual è la verità? Oggi, probabilmente, lo sanno soltanto Sibilli e il Bari.

Ed è proprio questo il punto.

Una notizia può essere confermata, smentita o semplicemente incompleta. Fa parte del lavoro di chi fa informazione. Quello che non dovrebbe mai accadere, però, è trasformare un’indiscrezione in una certezza assoluta, soprattutto quando basta pochissimo per alterare il clima attorno a un giocatore e a una squadra.

Da tifoso, oggi ho aperto uno dei più noti siti dedicati al Bari per leggere quella notizia. Prima di arrivare all’articolo ho dovuto attraversare una lunga sequenza di pubblicità: video che partono automaticamente, contenuti che nulla hanno a che vedere con il calcio, pagine sempre più difficili da leggere. Alla fine, dieci righe. Poche ore dopo, una versione diametralmente opposta.

Il problema non è stabilire oggi se Sibilli resterà oppure andrà via.

Il problema è che il tifoso viene trascinato da una versione all’altra senza avere il tempo di capire cosa sia realmente accaduto. Ogni indiscrezione diventa una sentenza, ogni aggiornamento una nuova verità, salvo essere ribaltata poco dopo.

Chi legge merita di più.

Merita informazioni raccontate con prudenza, distinguendo i fatti dalle indiscrezioni e le certezze dalle trattative ancora aperte. Merita di non essere costretto a rincorrere il titolo più clamoroso del momento, salvo scoprire qualche ora dopo che il quadro era molto più complesso.

È anche per questo che è nato U Pallon.

Non per arrivare sempre primi. Non per inseguire il titolo che genera più clic. Ma per provare a raccontare il Bari mettendo al primo posto il rispetto verso chi legge.

Perché una notizia vale più di un titolo. E un tifoso vale molto più di una visualizzazione.


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Immagine di Daniele

SCRITTO DA

Daniele

Un tifoso appassionato di storia, convinto che Bari si possa raccontare anche attraverso il calcio. Perché qui il pallone è popolo, cultura e tradizione, e il patrimonio calcistico della città, tra passato, presente e futuro, è una parte importante della sua identità.

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