Il Bari gioca un buon primo tempo al San Paolo, ma viene punito da Nicola Amoruso poco prima dell’intervallo. Nella ripresa Gillet evita un passivo più pesante. A fine stagione entrambe le squadre retrocederanno in Serie B.
Il 3 dicembre 2000, allo stadio San Paolo, Napoli e Bari si affrontano nella nona giornata del campionato di Serie A 2000/01.
È una partita tra due squadre già coinvolte nella lotta per non retrocedere. Il Napoli arriva all’appuntamento con la necessità di migliorare una classifica complicata e di interrompere una serie di risultati negativi. Il Bari di Eugenio Fascetti cerca invece continuità dopo un avvio di stagione difficile.
Sugli spalti ci sono circa quarantamila persone. La partita coincide anche con una giornata di tregua tra le tifoserie, in un clima inizialmente più disteso rispetto alle tensioni che avevano accompagnato altri incontri tra le due squadre.
In campo, però, i punti pesano già molto.
Le scelte di Mondonico e Fascetti
Emiliano Mondonico schiera Tedesco dall’inizio e affida a Quiroga il ruolo di libero. Fresi e Matuzalém non sono disponibili.
In attacco il Napoli si dispone con Bellucci e Amoruso come riferimenti offensivi, sostenuti da Sesa. Tra i pali c’è Franco Mancini, alla sua prima partita contro il Bari da ex.
Fascetti risponde con Antonio Cassano vicino a Phil Masinga. Osmanovski e Perrotta agiscono sulle corsie laterali, con il compito di accompagnare l’azione offensiva e dare ampiezza alla squadra.
L’arbitro dell’incontro è Rotondi.
Il Bari parte meglio
La prima occasione vera arriva al quattordicesimo minuto ed è costruita dal Bari.
Perrotta calcia con il sinistro e costringe Mancini alla respinta di pugni. Il pallone finisce sui piedi di Osmanovski, che prova immediatamente il destro ma manda di poco a lato.
È l’immagine di un Bari entrato bene in partita, capace di tenere il pallone e di presentarsi con una certa continuità nella metà campo avversaria.
Il Napoli risponde con Tedesco, che si ritrova in una posizione favorevole ma, invece di concludere, cerca un passaggio al centro e permette alla difesa biancorossa di recuperare.
Al diciannovesimo Amoruso prova il colpo di testa. Poco dopo Pineda calcia da fuori area e sfiora il palo.
La squadra di Mondonico aumenta progressivamente la pressione. Al trentaduesimo Tedesco trova Bellucci con un cross preciso: l’attaccante colpisce quasi in tuffo, ma Jean-François Gillet è attento e blocca il pallone.
Cassano cerca Masinga
Il Bari continua comunque a giocare.
Cassano riceve tra le linee e serve Masinga, che conclude di prima intenzione. Il tiro è però debole e Mancini può controllarlo senza difficoltà.
Cassano, ancora giovanissimo, è già uno dei principali riferimenti tecnici della squadra. Fascetti gli affida il compito di collegare il centrocampo all’attacco e di creare spazio per Masinga.
Il Bari riesce soprattutto nel primo tempo a mantenere un buon equilibrio. Costruisce diverse situazioni offensive e guadagna numerosi calci d’angolo, senza però trovare il gol.
Il Napoli torna pericoloso con Bellucci, il cui sinistro termina fuori.
Il gol di Amoruso
La partita cambia poco prima dell’intervallo.
Sesa calcia verso la porta. La conclusione viene deviata da De Rosa e il pallone colpisce Bellucci. Il rimpallo diventa involontariamente un assist per Nicola Amoruso, che si ritrova solo davanti a Gillet.
L’attaccante controlla la traiettoria e conclude con il destro, superando il portiere del Bari.
I giocatori biancorossi protestano, ma l’azione è regolare.
Amoruso interrompe così un lungo digiuno e porta il Napoli in vantaggio sfruttando una delle occasioni meno costruite della partita. Una serie di deviazioni favorevoli consegna il pallone all’attaccante nella posizione ideale.
Il Bari chiude il primo tempo sotto di un gol dopo aver giocato, per lunghi tratti, alla pari con gli avversari.
Nella ripresa domina il Napoli
All’inizio del secondo tempo Valdés prende il posto di Marcolini.
Il Napoli torna in campo con maggiore aggressività e comincia a creare occasioni in successione. Sesa ha la prima opportunità, poi Bellucci serve Amoruso davanti alla porta.
Gillet riesce ancora una volta a fermare l’attaccante napoletano.
Amoruso ci prova anche di testa, senza trovare lo specchio. Bellucci mette un altro pallone al centro e Sesa tenta una difficile conclusione in rovesciata, mandando fuori.
Lo stesso Sesa supera in seguito De Rosa e Mazzarelli con una buona azione personale, ma conclude sull’esterno della rete.
Nel giro di pochi minuti il Napoli costruisce numerose possibilità per raddoppiare. A tenerlo in partita è soprattutto Gillet, autore di diversi interventi decisivi.
Il Bari, invece, non riesce più a riproporre il gioco del primo tempo. Dopo il gol subito la squadra perde precisione e fatica a portare Cassano e Masinga vicino all’area avversaria.
La bottiglia contro l’assistente Mercurio
Nel finale la partita viene segnata anche da un episodio avvenuto fuori dal campo.
L’assistente dell’arbitro, il signor Mercurio, viene colpito alla spalla destra da una bottiglia lanciata dal primo anello superiore dello stadio.
L’oggetto cade sugli spalti inferiori e raggiunge il collaboratore di Rotondi, procurandogli una contusione. Secondo le prime informazioni diffuse dopo la partita, la polizia avrebbe individuato il responsabile, anche se la notizia non trova immediata conferma.
L’episodio rovina il finale di una giornata che il Napoli avrebbe voluto ricordare soltanto per la vittoria e per il clima di distensione tra le tifoserie.
Le parole di Fascetti
Al termine della partita, Fascetti sottolinea la buona prestazione del Bari nel primo tempo e attribuisce il gol del Napoli a una serie di rimpalli sfavorevoli.
«Nel primo tempo abbiamo fatto praticamente la partita noi. Non so quanti calci d’angolo abbiamo battuto. Poi abbiamo preso quel rimpallo maledetto, un colpo di fortuna. Nel secondo tempo il Napoli avrebbe meritato anche il raddoppio».
L’allenatore riconosce quindi il calo della sua squadra nella ripresa, ma resta il rammarico per essere andati all’intervallo in svantaggio dopo una prima parte di gara positiva.
Mondonico considera invece il successo meritato, soprattutto per il numero di occasioni create.
«Abbiamo avuto tantissime palle gol. Ne abbiamo sfruttata forse una delle meno limpide, ma è importante riuscire a presentarsi davanti al portiere. Non sempre si troverà un portiere capace di fare quello che ha fatto oggi Gillet».
Una vittoria che non cambierà il destino
Il Napoli vince 1-0 e festeggia davanti ai quarantamila del San Paolo.
Il Bari esce dal campo con la sensazione di aver sprecato una buona prima parte di partita. La squadra di Fascetti aveva saputo tenere il campo, costruire occasioni e limitare il Napoli, ma non aveva trovato il gol.
Dopo la rete di Amoruso, invece, la gara era cambiata completamente. Il Napoli aveva preso il controllo e soltanto gli interventi di Gillet avevano impedito un risultato più netto.
La vittoria non riuscirà comunque a cambiare il destino della squadra di Mondonico.
Al termine della stagione 2000/01, Napoli e Bari retrocederanno entrambe in Serie B. Il Bari chiuderà il campionato all’ultimo posto, in un’annata nella quale neppure il talento di Antonio Cassano riuscirà a compensare le difficoltà della squadra.
Resta l’immagine di quella domenica di dicembre: Cassano con la maglia del Bari, Mancini dall’altra parte per la prima volta da avversario, Gillet decisivo in più occasioni e Amoruso pronto a sfruttare il rimpallo che avrebbe deciso la partita.







































