Alex: “Il Bari è un sogno che puoi coltivare per sempre”

Alex ha 43 anni ed è di Bari. La sua storia parte da una radiolina accesa con la voce di Michele Salomone, passa per il gol impossibile di Igor Protti alla Cremonese e arriva fino al Bari di oggi, tra delusione e speranza. È il nuovo protagonista della rubrica Il Bari che resta.

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Alex ha 43 anni, è di Bari e appartiene a quella generazione che il Bari ha iniziato a viverlo prima con le orecchie che con gli occhi.

Le sue domeniche non cominciano allo stadio, ma davanti a una radio, insieme a suo cugino Michele. Dall’altra parte c’è la voce di Michele Salomone. Per lui non è soltanto una radiocronaca: è il modo in cui un’intera generazione ha imparato ad amare il Bari.

«Penso che Michele Salomone abbia avuto un ruolo importante nel far appassionare al Bari tante generazioni.»

Quando gli chiedi cosa rappresenti il Bari, non parla di risultati o classifiche.

«Un sogno che puoi coltivare per sempre, puro, che non cambia e non passa con l’età, al contrario di tutti gli altri.»

Il primo Bari che ricorda è quello della stagione 1994/95, quello dei 17 gol di Sandro Tovalieri. Ma il giocatore che più di tutti gli è rimasto dentro è Igor Protti.

Lo definisce con due parole.

«Infinito. Esemplare.»

E forse non è un caso che il suo ricordo più bello sia proprio un gol del bomber livornese.

Bari-Cremonese, stagione 1995/96. Una partita fondamentale per la salvezza. Il Bari va sotto, pareggia e continua ad attaccare.

Alex quel gol lo racconta ancora oggi come se fosse davanti ai suoi occhi.

«Protti tenta l’ennesimo tiro appena dentro l’area di rigore e cade. Il portiere respinge, lui si rialza insieme al pallone, arretra, si allarga fino al vertice destro dell’area e quando tutti pensano a un cross tira una fucilata. Traversa e gol. Venne giù lo stadio. Non ho mai gridato così forte in tutta la mia vita.»

Se il ricordo più bello ha il volto di Protti, quello più doloroso è inevitabilmente Bari-Cagliari del 2023.

Una ferita che ancora oggi non si è rimarginata.

Anche per questo, il suo rapporto con il Bari è cambiato.

«Ho tanti amici che si rifiutano di venire allo stadio o in trasferta. Non condivido, ma li capisco.»

Per Alex il problema va oltre una stagione negativa.

«Una squadra di calcio non può essere ridotta a un’azienda. È l’identità di un intero popolo, il contenitore dei sogni di migliaia di bambini.»

Poi arriva la domanda finale.

Perché resti?

La risposta è una delle più belle raccolte finora in questa rubrica.

«Perché sono ancora quel bambino che non poteva credere che a venti metri da lui c’era Sandro Tovalieri che guidava il trenino dopo un gol.»


Gli undici del cuore di Alex

Modulo: 4-4-2

Portiere
Alberto “Jimmy” Fontana

Difensori
Gianluca Zambrotta
Gaetano De Rosa
Lorenzo Amoruso
Mehdi Dorval

Centrocampisti
Edgar Alvarez
Sergio Almiron
José Aílton da Silva
Stefano Guberti

Attaccanti
Sandro Tovalieri
Igor Protti


Non necessariamente i più forti, ma gli undici che hanno emozionato di più Alex.


Questo è Il Bari che resta.

La rubrica di U Pallon dedicata all’unica componente del calcio che attraversa presidenti, allenatori, calciatori, categorie e fallimenti senza mai cambiare: i tifosi.

Hai una storia da raccontare? Contattaci. Potresti essere il prossimo protagonista de Il Bari che resta.


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Immagine di Daniele

SCRITTO DA

Daniele

Un tifoso appassionato di storia, convinto che Bari si possa raccontare anche attraverso il calcio. Perché qui il pallone è popolo, cultura e tradizione, e il patrimonio calcistico della città, tra passato, presente e futuro, è una parte importante della sua identità.

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