La premessa: il discusso precedente dell’andata
Il 21 novembre 1993, in una Cesena imbiancata dalla neve, si giocò la gara d’andata. Quella partita avrebbe dovuto essere ricordata soltanto per il grave infortunio di Igor Protti, costretto a un lungo stop. Invece, al 90′, accadde un episodio destinato a far discutere per anni.
Con il risultato fermo sullo 0-0, un giovanissimo Dario Hubner segnò il gol dell’1-0 per il Cesena. Una rete accolta con stupore generale: in campo quasi nessuno esultò e i giocatori del Bari rimasero increduli. Negli anni successivi alcuni protagonisti raccontarono che quella partita sembrava destinata a concludersi in parità e che il gol arrivò rompendo un’intesa mai ufficializzata. Da quei racconti nacque anche la convinzione che i conti sarebbero dovuti essere regolati nella sfida di ritorno al San Nicola.
La partita di ritorno
Il 17 aprile 1994 il Bari di Beppe Materazzi, secondo nel campionato di Serie B, ospitò il Cesena in uno scontro diretto importante per la corsa alla promozione. I romagnoli, guidati dall’ex tecnico biancorosso Bruno Bolchi, arrivarono al San Nicola con diversi ex del Bari in campo, tra cui Piraccini, Biato e Calcaterra.
La partita fu combattuta e nervosa sin dai primi minuti. A decidere l’incontro fu proprio Calcaterra che, al 29′ del primo tempo, superò Fontana con un tiro preciso firmando lo 0-1. Il Bari reagì nella ripresa e sfiorò più volte il pareggio: Protti, rientrato dopo un lungo stop, colpì un palo, mentre Tovalieri centrò la traversa. Il risultato, però, non cambiò e il Cesena conquistò due punti preziosi.
Il caos dopo il fischio finale
L’episodio che ha consegnato quella partita alla memoria arrivò dopo il triplice fischio.
Alcuni giocatori del Cesena si diressero sotto il settore occupato dai propri tifosi per festeggiare la vittoria. Tovalieri, che stava rientrando verso il centro del campo, cambiò direzione e raggiunse il gruppo dei romagnoli, iniziando un acceso confronto con Piraccini.
Pochi istanti dopo arrivò anche Igor Protti, che cercò un chiarimento con il centrocampista cesenate. Ne nacque una serie di spinte reciproche, mentre altri calciatori intervennero nel tentativo di dividere i contendenti. Piangerelli provò a trattenere Tovalieri, evitando anche un suo tentativo di reazione, mentre il portiere Biato entrò nella mischia colpendo Protti con una ginocchiata alla schiena. Subito dopo Ricci raggiunse il gruppo e colpì Biato con un calcio.
La situazione degenerò definitivamente quando Piraccini riuscì a colpire Tovalieri con un pugno al volto. L’attaccante biancorosso tentò di rispondere senza riuscire a raggiungere l’avversario, che si allontanò verso gli spogliatoi inseguito da Protti. La corsa del numero 16 del Bari fu però fermata da un agente delle forze dell’ordine intervenuto a bordo campo.
Le conseguenze
Tovalieri riportò una ferita al volto che richiese tre punti di sutura. Nei giorni successivi arrivarono anche le decisioni del giudice sportivo: sei giornate di squalifica per Piraccini, cinque per Biato e quattro per Tovalieri.
Quella sconfitta non compromise il cammino del Bari, che poche settimane dopo conquistò la promozione in Serie A. Il Cesena, invece, concluse il campionato al quarto posto insieme al Padova, perdendo poi lo spareggio promozione.
A oltre trent’anni di distanza, Bari-Cesena del 17 aprile 1994 resta una delle partite più ricordate di quella stagione, non tanto per il risultato maturato sul campo, quanto per la rissa scoppiata al termine dell’incontro.







































